Può la vitamina D aiutare la prevenzione di SARS-CoV-2?

Dopo il lungo periodo in casa dovuto al lockdown è fondamentale reintegrare la vitamina D: moltissimi italiani, chiusi in casa e alcuni senza possibilità di usufruire di giardini o terrazzi, non hanno avuto occasione di esporsi a sufficienza ai raggi solari, principale fonte di questa vitamina.

Le più recenti ricerche mettono in evidenza come bassi livelli di vitamina D siano correlati ad una minore risposta immunitaria soprattutto fra gli anziani».

Fonte img: drgiorgini.it

Questo spiega la ragione per cui è necessario portare la ‘vitamina del Sole’ sulle nostre tavole. Fra gli alimenti migliori a questo scopo si trovano salmone, sgombro e tonno, l’olio di fegato di merluzzo, il tuorlo d’uovo, il burro e nei formaggi più grassi. Si tratta di quantità non molto elevate che vanno integrate nei casi in cui l’alimentazione non riesca a sopperire alle necessità dell’organismo con integratori che permetta di ripristinare i normali valori.

Seguendo lo schema della dieta mediterranea – che prevede cinque porzioni di frutta e verdura giornaliere –  non si dovrebbero manifestare carenze specifiche né di sali minerali né di vitamine. Di grande aiuto alla Vitamina D è l’attività fisica all’aperto

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