L’epidemia SARS-CoV-2 ha consegnato alla comunità scientifica internazionale diverse evidenze e fra queste una delle più condivise e note è la stretta correlazione fra rischio elevato di contagio e comorbilità.

Si è riscontato con più ricerche e analisi che fra le morti per SARS-COV-2 una altissima percentuale ha presentato una o più patologie croniche che hanno contribuito in modo decisivo alla degenerazione clinica fino al decesso; solo il 3,6% dei pazienti deceduti non aveva alcuna patologia cronica prima di contrarre il virus .

Sull’argomento varia e vasta è la letteratura scientifica, a partire da quella italiana. Tutti i fattori trovano la loro sintesi nel più recente aggiornamento (14 maggio 2020) del report dell’Istituto Superiore di Sanità sull’epidemia SARS-CoV-2  che individua nell’età avanzata e nelle patologie croniche pregresse i due fattori principali che hanno contraddistinto le morti per Coronavirus di questi mesi. Il Rapporto conferma il ruolo delle patologie pregresse nel decorso dell’infezione virale: sulla base dei 2.848 deceduti analizzati il numero medio di patologie osservate è di 3,2; il 59,8% delle vittime né presentava almeno tre.

Avere meno malati cronici avrebbe significato avere molte meno vittime. Per questa ragione occorre già da subito, da questa Fase2 ed oltre, proseguire in tutte le progettualità che possano contribuire a ridurre le patologie croniche e quindi i fattori di rischio (anche) verso l’esposizione a SARS-CoV-2.

Su fronte della lotta alle patologie croniche in Puglia non siamo all’anno zero. Dal 2018 è operativo il progetto Apulian Lifestyle  – curato dalla Struttura speciale Health Marketplace della Regione Puglia – che mette in rete Enti pubblici e privati con alcune delle eccellenze imprenditoriali della regione  con l’obiettivo di «promuove approcci transdisciplinari, dalle politiche ambientali, sanitarie, economiche a quelle per l’istruzione e la ricerca, per svelare la biologia di base della salute dei cittadini pugliesi e delle malattie che più li affliggono, e sviluppare, in collaborazione con le realtà produttive, nuove strategie di prevenzione basandole sulle accresciute capacità di identificare gli individui a rischio sulla scorta delle interazioni tra l’eredità genetica di ciascuno e gli stili di vita intrapresi».

Per riuscire in questo ambizioso obiettivo Apulian Lifestyle ha progettato diverse Azioni che spaziano dalle giornate formative agli studenti sulla Dieta Mediterranea, alla ricerca scientifica sul ruolo del microbiota, alle nanotecnologie, alla nutraceutica, alla lotta alle sostanze inquinanti; alla sperimentazione di nuovi spazi di lavoro alla condivisione e scambio di buone pratiche con i Paesi del Mediterraneo.

Il ruolo di genetica ed epigenetica

Fra queste particolare attenzione merita il «Tecnopolo di nanotecnologie per lo sviluppo dello Human Pole su alimentazione, nutrizione e benessere per la creazione dell’Hub Scienze della vita» che mette insieme diversi partner al fine di sviluppare nuovi approcci diagnostici e terapeutici basati sulle nanotecnologie per applicazioni di Medicina di Precisione nei settori dell’immuno-oncologia, della malattie neurodegenerative e delle patologie non trasmissibili attraverso ricerca su materie prime e relativo impatto delle diete ed in particolare della Dieta Mediterranea cosi come tutte quelle azioni che mirano a diffondere i corretti stili di vita.

Ma non solo genetica. Gli studi condotti da Francesco Bottaccioli, direttore della Scuola Internazionale di Medicina Avanzata e Integrata e di Scienze della Salute, hanno individuato come «il patrimonio genetico può produrre risultati relativamente diversi a seconda del tipo di regolazione epigenetica che si realizza, la quale segue stimoli ambientali e interni. Alimentarsi in un certo modo, fare o non fare attività fisica, essere amati da piccolissimi (e da adulti!), vivere in un ambiente inquinato, avere una malattia cronica, in definitiva la regolazione della nostra vita da fattori esterni e interni, si traduce in una regolazione epigenetica del genoma».

Il ruolo degli stili di vita

Tutto questo assegna un nuovo valore alle esperienze, lo stile di vita e l’ambiente e quindi educazione familiare, dieta alimentare, esposizione ad agenti tossici e allo stress, traumi in età infantile eccetera in quanto tutti fattori capaci di influenzare molto il nostro organismo tanto da incidono persino sull’espressione superficiale (epi-) dei geni stessi.

Cibo e lo stile di vita rappresentano una leva di salute fortissima e sono i due fari di tutte le azioni messe in campo dal progetto Apulian Lifestyle e che di seguito si riepilogano per sommi capi. Tutte queste azioni contribuiscono a vario titolo – nel medio e lungo termine – alla riduzione delle patologie croniche e quindi alla riduzione di rischi per la salute, compreso il maggiore rischio di contagio da virus come SARS- CoV-2.

Proseguire in modo deciso con tutte queste azioni, pertanto, non significa solo evitare di perdere quanto già virtuosamente avviato ma soprattutto contribuire a diminuire i fattori di rischio della co-morbilità nell’epidemia in corso che, come visto, hanno incidenze molto elevate.

In questo senso Food4Heath avvierà a breve diverse iniziative di condivisione con i suoi partner dell’area mediterranea per condividere queste progettualità e le buone pratiche che si stanno avviando sul tema.