Lavorare in sicurezza nonostante COVID-19? La Regione Puglia e Confidustria presentano una proposta

Fonte foto: Unione Sarda

Tema dei temi e cruccio degli imprenditori di ogni latitudine: come far convivere attività lavorativa e necessaria tutela e prevenzione da contagio del Coronavirus?

Se nella prima parte della pandemia, la Fase1 caratterizzata da emergenza e sorpresa per un fenomeno di dimensioni mai sperimentate prima nella storia recente, la priorità è stata dettata dalla tutela della Salute ad ogni costo e ciò ha significato in Italia ed in moltri altri Paesi avviare un lockdown, letteralmente uno «spegnimento», una «chiusura» della vita sociale e produttiva.
Tutte le attività nelle quali è presente il contatto umano, infatti, sono un potenziale rischio di contagio e diffusione dell’infezione.

Oggi, in Fase2, c’è maggiore consapevolezza del «nemico sconosciuto» e molti uomini di scienza hanno raccomandato una serie di buone norme e prassi di sicurezza per evitare il contagio. La tecnologia ha applicato alla prevenzione del contagio i suoi ultimi ritrovati ed i tempi sono maturi (ed urgono) che sia avviata una Sperimentazione di «Sistemi Tecnologici Integrati per Sostenere la Fase 1 / 2 della pandemia».

E’ quello che ha avviato la Regione Puglia, dipartimento Health Marketplace diretto dal dr. Felice Ungaro che ha coordinato un think tank spontaneo con professionisti di varia esperienza ed estrazione con a cuore le sorti del sistema-Regione e del sistema-Paese.

Un gruppo di esperti che nei mesi di lockdown ha approfondito la produzione scientifica internazionale sul nuovo Coronavirus ed in seguiro, seguendo le “Indicazioni operative relative alle attività del medico competente nel contesto delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus SARS-CoV-2 negli ambienti di lavoro e nella collettività” emanate dal Ministero della Salute lo scorso aprile, ha messo su una proposta progettuale che ha visto l’adesione di Confindustria Puglia, Policlinico di Bari ed Università degli Studi.

Una proposta che è innanzitutto una Sperimentazione, utile alla Puglia ed alle aziende pugliesi ma a disposizione dell’intero Paese e delle comunità internazionale, che punta a valutare l’efficacia delle procedure di screening per la ricerca di anticorpi specifici per SARS-CoV-2 all’interno dei luoghi di lavoro e dell’utilizzo di strumenti finalizzati al contenimento della diffusione del virus negli stessi. L’obiettivo ultimo è l’individuazione precoce dei lavoratori positivi asintomatici e/o paucisintomatici, nonché la tempestiva indagine dei contatti stretti di casi sospetti e/o confermati di COVID-19 presenti all’interno delle aziende.

La proposta che viene fatta alle Aziende è articolata ed integrata ma semplice nel suo funzionamento e prevede lo screening, ogni due settimane, di gruppi fissi di lavoratori con prelievo di sangue capillare dal polpastrello con test sierologici di tipo “pungidito”. In caso di esito positivo, ovvero in caso di presenza di anticorpi IgM e/o IgG per SARS-CoV-2, il Medico aziendale disporrà l’allontanamento temporaneo dall’attività lavorativa del lavoratore interessato, il quale dovrà pertanto sottoporsi a test diagnostico molecolare RT-PCR – ovvero il tampone naso-faringeo – al fine di confermare o escludere la presenza di infezione in atto e di porre in essere i successivi adempimenti necessari.

Nella «memorizzazione dei risultati del test» è coinvolta una importante novità tecnologica: l’esito di ogni singolo esame sarà inserito all’interno di una piattaforma blockchain permissionless: un registro digitale crittografato, in grado di registrare i dati in maniera sicura, verificabile e permanente, con assegnazione di un codice univoco. La sperimentazione prevede inoltre la possibilità di utilizzare un’apposita applicazione per dispositivi mobili (APP), al fine di consentire la memorizzazione di tali dati sullo smartphone del lavoratore, che potrà così consultarli ogni qualvolta lo ritenga necessario.

Inoltre il flusso operativo della Sperimentazione include l’utilizzo di dispositivi capaci di memorizzare dati di geolocalizzazione, al fine di consentire un’efficace identificazione dei contatti stretti (contact tracing) posta in essere dalle autorità sanitarie competenti, qualora dovessero verificarsi casi sospetti e/o confermati di COVID-19. Ciascun dispositivo è dotato di un codice numerico identificativo (ID) associato al nominativo dell’utente che lo indossa e, ogniqualvolta si trovi in prossimità di un altro dispositivo analogo, memorizza al suo interno non solo l’ID, ma anche giorno, ora e tempo di contatto.

L’uso frequente di test sierologici ed i sistemi tecnologici integrati, si integrano con il lavoro quotidiano e sistemico della raccolta e registrazione ad ogni ingresso a lavoro dei parametri clinici e/o vitali del lavoratore mediante la compilazione di questionari dedicati o l’utilizzo di dispositivi elettronici, connessi ad apposite APP in grado di registrare quotidianamente e in maniera del tutto volontaria i dati rilevati.

Articoli correlati
Coronavirus & stili di vita, Dieta Mediterranea
Può la vitamina D aiutare la prevenzione di SARS-CoV-2?
mercoledì, 1 Luglio 2020
Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *