Buone pratiche, CI.BU.S. Cibo buono per tutti: la tappa di Altamura

Ripartiti da Gravina, siamo giunti ad Altamura, dove eravamo attesi in un’altra prestigiosa azienda, la OROPAN SpA. Ad accoglierci il Dott. Domenico D’Antonio, Marketing Manager che ci ha prima illustrato la storia e la politica commerciale aziendale e poi ci ha fatto visitare l’azienda.

Una storia questa, che viene da lontano e che nasce dal coraggio e dall’intuito imprenditoriale dell’allora giovane garzone Vito Forte che , sin da giovanissimo, insieme alla madre, lavorava nel forno medievale più antico di Altamura.

A 19 anni, il Sig.re Forte rilevò quel forno (l’attuale Museo del Pane, visitato prima di recarci in azienda) e ne fece un’azienda artigianale dalla quale: “con impegno, ricerca, innovazione e sviluppo”, è nata un’industria che oggi produce 600 quintali di pane al giorno, occupa 135 dipendenti, fattura 25.000.000 di euro all’anno ed è leader nel settore della panificazione italiana con una struttura moderna e tecnologie avanzate.

Anche qui, come per Andriani e ApuliaKundi si persegue il valore di salvaguardia per l’uomo e l’ambiente.
OROPAN SpA è la prima azienda produttrice di prodotti da forno del Sud Italia a essere stata scelta dalla Fondazione NIAF (National Italian American Foundation) quale fornitore ufficiale del Gran Galà svoltosi tempo fa a Washington.
OROPAN ha entusiasmato il mercato internazionale, dopo aver incentrato il core business in tutta Italia, non soltanto con vari tipi e formati di pane ma anche con tanti altri prodotti da forno tipici della tradizione di Altamura.

La capacità di proporre, ogni giorno, prodotti di elevata qualità gustativa,come ci ha spiegato dettagliatamente il “responsabile della qualità” dell’azienda, sempre in equilibrio con esigenze di tipo nutrizionale e salutistico, ha portato il Pane di Altamura D.O.P. (fatto con lievito madre di esclusiva proprietà di OROPAN dal 1956, una lenta e lunga lievitazione naturale, sfornato nello stabilimento di Altamura) a conquistare gli Stati Uniti: la Casa Bianca, tanti personaggi illustri del mondo politico, culturale, imprenditoriale americano e tanti italiani che vivono lì e hanno varie attività nel settore del food.

Che dire, essere stati accolti personalmente dal Sig.re Forte, che ancora alla sua età si aggira in cuffietta e in camice bianco nella sua azienda, è stata davvero una grande emozione.

Parlando del suo pane, ci ha detto quanto segue: “In passato si mangiava tanto pane con qualcosa, oggi si mangia tanto qualcosa con poco pane e questo perché si è convinti che mangiare molto pane faccia male, faccia ingrassare e questo non è vero. Guardate me, conservo la mia linea di quando ero giovane pur mangiando tanto pane. Il segreto è mangiare pane buono, fatto di farine buone, lievitazione naturale con lievito madre… come il mio pane insomma, e camminare molto!”

La sua meravigliosa storia , l’odore inebriante di tutto quel pane appena sfornato, il suo sorriso e la sua disponibiltà sono stati un grande esempio per tutti noi. Anche in questo caso abbiamo trovato tanta determinazione, passione e grande professionalità, ingredienti necessari per perseguire i propri sogni e riuscire a realizzarli.
Sempre più soddisfatti e sempre più orgogliosi di tanta “ECCELLENZA” nella imprenditorialità pugliese, abbiamo ultimato la visita nei vari reparti di produzione e di confezionamento.

Ultima tappa, come da programma, si è svolta presso BUO’, di Nino Paparella.

Un luogo eclettico e dai mille volti che combina la promozione della produzione biologica certificata con l’attività di mercato con cucina. E’ il primo Bistrot 100% bio nella città di Bari, luogo di confronto e condivisione, di cultura e convivio, nato per offrire ai propri clienti tutto il piacere del cibo buono e genuino.
Il primo mercato con cucina biologico e locale che unisce la vendita di prodotti freschi del territorio con uno spazio accogliente per la ristorazione, il take away, la possibilità di scegliere i prodotti e farseli cucinare.
In poche parole l’opportunità di scoprire sapori e saperi locali.
Si può inoltre concordare il proprio menù settimanale direttamente con lo Chef, scegliendo le ricette più adatte alle proprie esigenze e confrontarsi con il Nutrizionista.

Grazie ad un fitto calendario di corsi ed eventi, gli ospiti imparano ad accostare gli alimenti in modo più corretto e salutare e ad apprezzare la straordinaria biodiversità del nostro territorio. “Buo’ è un progetto sociale e comunitario, ancora prima che commerciale”, ci racconta il Dott. Nino Paparella (agronomo e fondatore del CIBI, Consorzio Italiano per il Biologico) : “ un luogo costruito su alcuni valori fondanti che coltiviamo (io e i miei collaboratori) da molto prima dell’apertura del nostro BarBistrò con mercato”.
BUO’ crea offerte di formazione ed inclusione sociale e lavorativa per persone con disagio e a rischio di discriminazione, è inoltre un luogo radicato nella vita di quartiere, che riqualifica i piccoli mestieri e promuove iniziative di recupero e approfondimento culturale. BUO’ ha una rete di produttori con i quali ha un rapporto di grande fiducia.
La cucina del Sig. Paparella ha : “Il volto dei produttori, la gioia dell’autenticità e l’onestà del contadino”.
Il menù di BUO’ e i prodotti sugli scaffali cambiano quotidianamente sulla base della stagione e delle attività dei vari produttori.

Anche il Sig. Paparella avendo sposato il nostro progetto, ha contribuito con la sua piccola realtà all’accrescimento del livello di conoscenza e competenze dei funzionari ministeriali dei paesi del bacino del Mediterraneo nel settore agricolo e alimentare.

Dopo aver raccontato agli ospiti la storia di BUO’ e dato dimostrazione e spiegazione di molti prodotti bio o a Km zero e presenti sugli scaffali e nelle ceste, siamo passati nella zona ristorante dove erano stati preparati per noi due grandi tavoli per dare inizio alla degustazione di una serie di piatti “molto istruttivi”, sia dal punto di vista degli abbinamenti delle materie prime che da alcuni sapori nuovi, nonché il modo di prepararli.

Termina così questo bellissimo ”viaggio formativo e di accrescimento” non solo per i funzionari ministeriali delle varie delegazioni ma per tutti i partecipanti. Anche questa fase del progetto si è conclusa positivamente e tutti gli obiettivi previsti siano stati raggiunti.

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